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Zone a riscio la strategia è high-tech

Zone a rischio la strategia è high-tech

Iniezioni per l’intemo cosce, carbossiterapia per le ginocchia; lipofolling per le mani e laser dolce per il viso. E si possono cancellare anche i segni più subdoli dell’età

Luna2006-09.jpgL’ovale è meno definito oppure se è già affilato di natura, diventa più scarno. Le vene delle mani sempre più sporgenti. E le braccia, proprio all’altezza delle ascelle, non sono più toniche come qualche anno fa. Il trascorrere del tempo, a prescindere da un regime di vita sano ed equilibrato, lascia il segno. Oggi fortunatamente per contrastarlo arrivano in aiuto tecnologie estetiche sempre più all’avanguardia che assicurano risultati a media e lunga durata. «La tendenza è addirittura quella di combinarle insieme, scegliendole secondo il tipo di pelle e le esigenze», dice Magda Belmontesi, dermatologa. «In questo modo sì potenziano i risultati, si ottiene un effetto più prolungato e meno traumatico».
VISO Tra le novità assolute, un laser rivoluzionano e di origine statunitense Fraxel, che agisce sul ringiovanimento cutaneo, oltre che su macchie e cicatrici da acne. Non vaporizza la cute, né la traumatizza, provoca solo lievi contrazioni del derma. «Sulla pelle rimane una serie di piccoli fori che si riassorbono in un paio di giorni», dice Eugenio Gandolfi, chirurgo plastico a Corno. «Niente a che vedere con la convalescenza di un paio di settimane a cui obbligavano gli apparecchi tradizionali». Anche il botox si utilizza in modo innovativo. «Si inietta in dosi minime, in modo da non paralizzare il muscolo, ma semplicemente sollevarlo dove serve», dice Rosalba Russo, medico estetico a Modena. «Cosi si può usare non solo nella parte alta del viso, ma anche in quella del mento e intorno al naso, ottenendo una specie di lifting per tutto l’ovale». Tra gli iniettabili di nuova generazione c’è il dimetilaminoetanolo, più noto con la sigla Dmae già impiegato come il principio attivo di diverse creme antiossidanti, tra cui le celebri del dottor Perricone. Si infiltra in profondità, l’effetto dura anche otto mesi e per ora non si riscontrano effetti collaterali. Lutilizzo del Thermage, un dispositivo a radiofrequenza che provoca la contrazione del collagene e, quindi, l’aumento della tonicità del viso, fino a qualche anno fa considerato rivoluzionario, è in calo. Presenta, infatti, diversi limiti, come l’efficacia non immediata (i risultati si manifestano dopo almeno sei mesi) e, soprattutto, il dolore del trattamento che rende necessaria l’anestesia: la contrazione è profonda e, quindi, fastidiosa). Entro breve, però, sono previsti nuovi manipoli, capaci di dosare l’impulso che genera il calore in due spot distinti e, di conseguenza, più tollerabili. Molto gettonata in questo momento è la fotodinamica, che si è meritata a primavera il premio alla ricerca in dermatologia plastica promosso da Collistar, in occasione del primo Congresso nazionale dell’Isplad (International society of plastic aesthetic and oncologie dermatology). «È una terapia che prevede l’applicazione sulla pelle di alcune sostanze», dice Pietro Cappugi, dermatologo presso l’Università di Firenze. “Le quali, essendo stimolate dalla luce di una lunghezza d’onda che va dal blu al rosso, favoriscono l’eliminazione delle cellule danneggiate, salvaguardando quelle sane». Anche la cosmetica continua la sua lotta inarrestabile contro il tempo. I laboratori L’Oréal hanno messo a punto una nuova molecola, il Proxylane, il cui principio attivo è uno zucchero estratto dal legno di faggio, che per la prima volta è stato testato non soltanto in vitro, ma anche sull’uomo. La sua azione? Ricostruisce il derma, lo strato più profondo dell’epidermide, riducendone il rilassamento. Merito dei glicoasiminoglicani, grosse molecole che vengono sintetizzate dal Pro-xylane, capaci di legare a sé l’acqua e di rendere la pelle più turgida.
MANI Fino a poco tempo fa off-limits per la medicina estetica e, anzi, rivelatrici dell’età autentica di una persona, oggi rappresentano uno dei campi d’azione delle metodiche più innovative. E lo dimostra Madonna, che nell’ultima campagna di H&M di cui è testimonial, esibisce mani lisce e tornite, molto più giovani di quelle affilate e segnate di qualche anno fa. Merito sicuramente di qualche tecnica di ringiovanimento. Tra le più quotate, il lipofilling. ovvero il prelievo di grasso, per esempio, dal gluteo e l’innesto successivo sotto la pelle delle mani, ma poco diffuso perché troppo costoso e impegnativo. Le iniezioni di acido ialuronico, invece, sono più semplici e si eseguono direttamente sul dorso. Se l’inestetismo sono le macchie, si può provare la maschera all’acido retinoico, abbinata a un peeling all’acido glicolico o a un mix di sostanze schiarenti.
BRACCIA Top e abiti senza maniche diventano un problema quando le braccia sono un po’ troppo “morbide” e ipotoniche. In aiuto c’è un piano d’attacco ben preciso, che esclude il bisturi e qualsiasi altra metodica invasiva. Comprende Hydrareserve, ovvero una terapia costituita da un’iniezione ogni 30 giorni per tre volte consecutive di acido ialuronico debolmente stabilizzato. E l’utilizzo delle radiofrequenze: una nuova apparecchiatura, chiamata Aluma, si avvale di un manipolo speciale che aspira il tessuto e, nello stesso tempo, rilascia calore, in grado di stimolare il flusso del sangue e la formazione di fibroblasti. Anche la ginnastica passiva è efficace in questi casi, con buona pace delle più pigre. «Negli Stati Uniti, precisamente nella Silicon Valley, hanno messo a punto un apparecchio con onde radio capaci di rinvigorire il collagene», dice Umberto Borellini, cosmetologo a Milano. «Da evitare, invece, gli elettrostimolatori in formato compact, perché, essendo più piccoli, agiscono con meno intensità». Efficace anche Lift 6 Cosmécanique di Fasel, un manipolo a due testine che pizzicotta dolcemente la pelle, in modo da rinforzarla, prevenendo rilassamenti e «cadute» eccessive.
INTERNO COSCE Non si possono pretendere miracoli, ma è possibile rassodare il tono cutaneo con una serie di iniezioni biorivitalizzanti. «Contengono un mix di acido ialuronico e amminoacidi che stimola la formazione di fibre elastiche», dice Rosalba Russo. «Per potenziarne l’effetto si consiglia di affiancarle a esercizi di ginnastica, da eseguire in palestra con la macchina specifica per allenare gli adduttori».
GINOCCHIA Se sono segnate e troppo magre, si possono riempire con l’acido ialuronico, altrimenti, quando il problema è il grasso in eccesso, si può procedere con la carbossiterapia. «Si esegue direttamente una serie di microiniezioni abbastanza profonde con anidride carbonica medicale, che svolge un’azione lipolitica», dice Roberto Parmigiani, presidente della Società di carbossiterapia in Italia e negli Stati Uniti. «Le cellule adipose si rompono e, in questo modo, il grasso viene eliminato facilmente. Per rendere la pelle più tonica, invece, bisogna iniettare il gas in quantità inferiore e più superficialmente».

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