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Protesi al Seno Le nuove tecniche per renderle più sicure

Protesi al Seno Le nuove tecniche per renderle più sicure

Chi desidera aumentare il volume del proprio décolletè oggi lo può fare con maggiore tranquillità: la chirurgia è ora riuscita a evitare il rischio di formazione delle capsule fibrose: Come? Con la semplice applicazione degli ultrasuoni.

Il sogno della maggior parte delle donne è un seno prosperoso e abbondante. Lo testimoniano le ultime statistiche che, tra gli interventi estetici effettuati in Italia mettono ai primi posti la mastoplastica additiva, cioè laumento del volume del seno. Un incremento dovuto anche alle tecniche sempre più sicure e perfezionate, che consentono cicatrici estremamente ridotte, e a protesi riempite con nuovi materiali che offrono risultati molto naturali.
Unico inconveniente rimasto: il rischio che, dopo qualche mese, i tessuti tendono a incapsulare la protesi mammaria, provocando lindurimento del seno. Oggi, però, grazie a una nuova tecnica a ultrasuoni, anche questo problema è stato superato. Lo confermano i risultati di uno stato italiano, presentata al recente Congresso nazionale della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva) che ha coinvolto una cinquantina di pazienti sottoposte al trattamento ultrasonico subito dopo lintervento subito dopo lintervento di mastoplastica additiva: in nessuna, a distanza di un anno, si è avuto lindurimento del seno.
Ma vediamo in che cosa consiste questo nuovo metodo direttamente dagli autori dello studio: il dottor Eugenio Gandolfi, specialista e aiuto ospedaliero in Chirurgia plastica di Como e il dottor Franco Perego, chirurgo estetico di Monza.

QUANDO IL SENO SI INDURISCE

Prima di entrare nel dettaglio della tecnica, è indispensabile spiegare perché le protesi mammarie possono, in alcun casi, determinare la contrazione capsulare, premette il dottor Gandolfi. Il punto è che qualunque tipo di protesi viene considerata un corpo estraneo dallorganismo, il quale tenta di circoscriverlo, richiamando in loco cellule specifiche (i fibroblasti) che iniziano a fabbricare collagene e circondano così le protesi di una lamina di tessuto fibrosa. Questo processo avviene sempre, ma a determinare lindurimento o meno della protesi è la reattività individuale: se il tessuto che viene prodotto è sottile ed elastico, il seno resta morbido e mobile; allestremo opposto, la lamina diventa una capsula dura e spessa come la suola di una scarpa e il seno, oltre ad avere una pessima consistenza e una brutta forma, è dolorante. Purtroppo si tratta di un fenomeno non prevedibile e, in genere, si verifica dopo tre-sei mesi dallintervento, anche se oggi non è più così frequente perché le nuove protesi hanno la superficie esterna tesaurizzata, cioè ruvida, che oppone maggior attrito e la capsula comprime con minor facilità. Ciononostante non si è ancora riusciti ad annullare completamente il fenomeno.
E quando succede, come si interviene? In questi casi, spiega il dottor Perego, fino a oggi lunico provvedimento possibile era quello di eseguire un intervento chirurgico, che tecnicamente viene detto di capsulectomia: si toglie la protesi, si asporta la capsula e si reinserisce la nuova protesi. In pratica, una nuova operazione con tanto di anestesia generale, degenza di una notte, convalescenza.

AL RPARO DA OGNI RISCHIO CON GLI ULTRASUONI

Ora, però, grazie agli ultrasuoni, la formazione della capsula fibrosa si può prevenire e anche eliminare, una volta che si è formata. Da quando usiamo questo sistema, quindi da circa un anno, non ci sono più stati casi di contrazione capsulare, in più il seno rimane morbido e perfettamente mobile, fa notare Gandolfi. Se poi pensiamo che la tecnica è indolore, ben tollerata non è cruenta né ha controindicazioni, possiamo davvero dire di aver ottenuto un importante risultato nel campo della chirurgia estetica. E infatti sufficiente applicare, dopo una settimana dallintervento, quattro elettrodi (simili a quelli che si usano nellelettrocardiogramma) si ciascuna mammella, collegati a una macchina che emette ultrasuoni, per scongiurare linsorgenza della capsula fibrosa. Ogni seduta non dura più di venti minuti e in media ne occorrono cinque distanziate almeno di un giorno.

COME SI INETRVIENE SE LA CAPSULA SI E GIA FORMATA

Il trattamento con gli ultrasuoni, come detto in precedenza, è risolutivo anche nel caso in cui la capsula si sia già formata. La tecnica funziona anche come terapia migliorando notevolmente lo spessore e la consistenza del tessuto fibroso. Ciò consente di non ricorrere al bisturi, se non in rari casi totalmente resistenti al trattamento, come dimostrano i risultati da uno studio condotto dal dottor Jorge Planas e presentato a San Paolo in occasione del Simposio internazionale di lipoplastica ultrasonica, risponde il dottor Perego. Nell82 per cento delle pazienti trattate, la maggior parte delle quali aveva protesi molto indurite, dopo 15-36 cicli di trattamento non cè più stato alcun segno clinico di contrattura capsulare. Eco quindi che anche coloro che sono state operate anni fa e non sono soddisfatte del risultato possono beneficiare di questa nuova soluzione dolce indolore.

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