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Novità dal ”27° Congresso Internazionale di Medicina Estetica S.I.M.E.”

Novità dal “27° Congresso Internazionale di Medicina Estetica S.I.M.E.”

Nell’incantevole cornice del “Centro Congressi Cavalieri Hilton” di Roma, dal 5 al 7 maggio scorsi, si è svolta la XXVII^ edizione del “Congresso Internazionale di Medicina Estetica S.I.M.E.” (Società Italiana di Medicina Estetica).

NouvellesEsthet2006-06-1.jpgBelle senza bisturi? Oggi è sempre più possibile. La bellezza ormai si ottiene attraverso tecniche minimamente, o del tutto, non invasive, inserite in protocolli sempre più “socializzanti”, che permettono di riprendere nel più breve tempo possibile la vita di tutti i giorni, e dai risultati visibili, ma allo stesso tempo naturali. È quanto emerge dal congresso annuale di medicina estetica, presieduto dal professore Carlo Alberto Bartoletti. La parte del leone l’hanno fatta i filler: il mercato mondiale sta vivendo un vero e proprio boom, con un aumento del 25% dal 2004 al 2005 e una crescita stimata intorno al 200% dal 2000 a oggi. Un mercato valutato intorno ai 442 milioni di dollari nel 2005, che le proiezioni per i prossimi anni fanno arrivare alla cifra di 1,5 miliardi di dollari. Si ipotizza che il boom dei filler, partito dagli Stati Uniti, continuerà ad aumentare almeno del 25% l’anno. Anche l’Europa e il resto del mondo non sono da meno, con una crescita prevista nell’ordine del 20 % annuo nel prossimo quinquennio. Filler, le novità Restylane Lipp, primo filler specifico per labbra Arrivato in Italia solo da pochi mesi, ha avuto, al Congresso di Roma, il “battesimo” ufficiale del mondo scientifico, suscitando grandissimo interesse. Si tratta dell’ultimo innovativo prodotto della tecnologia svedese Nasha (acido ialuronico di derivazione non animale): Restylane Lipp, primo filler studiato per essere collocato nella mucosa labiale, grazie alla sua straordinaria plasmabilità, consente di rendere le labbra piene, lisce, femminili, con una naturalezza estrema, mai ottenuta fino a oggi. Dopo l’impianto di Restylane Lipp, le labbra si arrotondano e si estroflettono, con un risultato molto accattivante, anche di profilo. L’estrema morbidezza del nuovo acido ialuronico consente di assecondare tutti i complessi movimenti delle labbra, senza svelare la correzione. L’impianto si esegue, iniettando il gel con la classica tecnica lineare nel vermiglio, sul piano sovramuscolare. Quasi sempre non è necessario ridisegnare il contorno, per ottenere labbra piene e ben definite. Questo rende il trattamento meno traumatico rispetto ai precedenti e i tempi di recupero ancora più veloci. Dottor Giovanni Salti, medico estetico a Firenze I filler per le mani Perché non siano proprio le mani, svuotate per la diminuzione del pannicolo adiposo sottocutaneo, a svelare l’età, è stato presentato a Roma un intervento molto meno invasivo e assai più semplice della lipostruttura (l’impianto di grasso autologo). Si tratta di iniezioni di acido ialuronico Restylan, da effettuare negli spazi intermetacarpali, sul dorso della mano. Solo tre piccole iniezioni per depositare la giusta quantità di prodotto, che verrà poi massaggiato sino a riempire quanto e dove serve il dorso della mano. Il risultato è immediato, le mani riacquistano subito la rotondità della giovinezza. La durata è di circa 4/6 mesi. Dottoressa Rosalba Russo, medico estetico a Modena e Milano Il collagene umano Una nuova generazione di dermal filler, prima applicazione estetica dell’innovativa tecnologia di ingegneria del tessuto, in grado di sostituire il collagene perso dal paziente con una molecola virtualmente identica. Gli impianti di collagene naturale sono costituiti da collagene umano altamente purificato, proveniente da fibroblasti cresciuti in condizioni controllate di laboratorio. Professor Nicolò Scuderi, direttore della Cattedra di Chinirgia Plastica e Ricostruttiva presso l’Università “La Sapienza ” di Roma Nuove tecniche Tono e turgore nella zona dell’interno braccia Ancora l’ago, e non il bisturi, per ringiovanire la zona dell’interno braccia. La nuova metodica presentata al Congresso ha vagliato la possibilità di restituire tono e una bella linea al profilo delle braccia interessate dai primi cedimenti, dovuti a ipotonia muscolare, o ala perdita di elasticità della cute. La metodica utilizzata è il trattamento iniettivo a base di acido ialuronico debolmente stabilizzato (Restylane Vita!) a effetto HydroReserve. Lo studio clinico ha “arruolato” 16 donne, di età media 56 anni, con rilasciamento del versante intemo delle braccia di entità lieve-moderata. Il protocollo di trattamento è stato di una seduta ogni 30 giorni per tre volte consecutive, il risultato è che HydroReserve produce un aumento della tonicità e dello spessore cutaneo e un miglioramento dell’idratazione superficiale con apprezzabile risultato estetico. Questa tecnica può risultare efficace anche come trattamento di prevenzione. Nel caso di braccia molto pesanti, HydroReserve non riesce a cancellare del tutto “l’effetto bandiera”, ma contribuisce senz’altro a limitarlo. Per ottimizzare i risultati del trattamento, è consigliabile integrarlo con ginnastica attiva per rafforzare i gruppi muscolari delle braccia (ottimi il nuoto e i pesi), eventuali protocolli integrati di biostimolazione, dermoelettroporazione, trattamenti cosmetologici di supporto e massaggi manuali e meccanici. Dottoressa Fernanda Distante, dermatalogo a Pavia La tossina botulinica per il lifting del viso Dopo due anni di utilizzo autorizzato in Italia, anche l’uso del botox in medicina estetica si perfeziona e amplia le indicazioni. Non più la paralisi completa del muscolo, ma la pratica sempre più diffusa di modulare, senza bloccare la muscolatura mimica che contribuisce all’invecchiamento del volto, con risultati meno “paralizzanti” e più naturali. Con questo principio, e solo da mani esperte, è possibile ottenere un ringiovanimento globale del viso, iniettando dosi “omeopatiche” di tossina nella serie di muscoli capaci di “sollevare” i punti strategici. Non solo della parte alta del volto (fronte e zona oculare), ma anche del terzo inferiore (zona perforale e mentoniera) e del terzo medio (piega nasogeniena e rughe del naso, e, con l’aiuto dei fìller Nasha, si può anche alzarne la punta). Iniettando il platisma, si migliora l’aspetto del collo. Dottoressa Rosalba Russo, medico estetico a Modena e Milano Viso: tecniche combinate di giovinezza Stabilito che per ringiovanire il viso è necessario: • assottigliare lo strato corneo, • mantenere elevata l’idratazione cutanea, • potenziare e aumentare il tum-over cellulare, • rendere più soffice il derma stimolando i fibroblasti, • potenziare la capacità antiossidante anti- radicali liberi… è necessario intervenire a più livelli attraverso: • peeling superficiali combinati, • peeling medi, • idratazione profonda, • filler riassorbibili, • tossina botulinica A, • terapia cosmetica topica, • nutriceutici sistemici. Combinando queste diverse tecniche tra loro, modulandole e scegliendole secondo il problema e il tipo di pelle, è possibile potenziare i risultati, ottenere una maggiore durata e completezza di risultati, con minima invasività in un programma di durata limitata (mediamente tre mesi) . Un esempio sono i risultati potenziati, con sinergia d’azione e miglioramento della correzione finale, che si possono ottenere con l’uso combinato della tossina botulinica A e dei filler. La tossina botulinica elimina la componente dinamica della ruga e garantisce una maggior durata del filler; da parte loro i filler “cancellano” la memoria della ruga. Dottoressa Magda Belmontesi, dermatalogo a Vigevano e Milano Le nuove apparecchiature Gli ultrasuoni “lipotritori” Un’apparecchiatura che utilizza una particolare tecnologia a ultrasuoni per modellare il corpo in maniera rapida e non invasiva. La nuova apparecchiatura, chiamata Ultrashape Contour, ha già ottenuto l’approvazione CE ed è in grado dì ottenere i risultati di una microliposuzione, sciogliendo i piccoli depositi adiposi (addome, fianchi, cosce). L’effetto meccanico degli ultrasuoni riesce a frantumare in modo selettivo le membrane delle cellule del grasso sottocutaneo. Il sistema, messo a punto dal chirurgo plastico israeliano Ami Glicksman, sfrutta il principio degli ultrasuoni che polverizzano i calcoli renali e pare riesca a ridune di oltre due cm, già alla prima seduta, la circonferenza della zona interessata dal trattamento. Sedute successive (una o due) a distanza di un mese, incrementano il risultato. Per funzionare è necessario che il deposito adiposo sia di almeno 15 mm. Il grasso viene, poi, fisiologicamente eliminato dall’organismo. Il trattamento dura 75 minuti, è indolore, e non richiede tempi di recupero. Dottor Luigi Mazzi, chirurgo plastico a Verona Fraxel, laser per lo skin resurfacing non ablativo Una rivoluzionaria tecnologia sta alla base di Fraxel, un laser agisce sul ringiovanimento e sul miglioramento del tessuto cutaneo, non vaporizzando la pelle, secondo il principio del resurfacing tradizionale, ma facendo contrarre il derma in modo microfrazionato. In pratica, Fraxel produce, attraverso un manipolo a fibre ottiche, migliaia di infinitesimali “buchini”, al di sotto degli strati superficiali dell’epidermide che restano intatti (quindi, non vi è ustione). I tessuti con imperfezioni, quali cicatrici da acne e macchie, vengono rimpiazzati da tessuti sani e nuovi, ritrovando la bellezza perduta. La guarigione delle lesioni, così minuscole, è rapidissima e la pelle trattata migliora molto più in fretta rispetto ai laser tradizionali. Dopo il trattamento, la pelle resta leggermente arrossata per due-tre giorni, ma è possibile truccarsi, o radersi, praticamente subito dopo e rientrare al lavoro il giorno successivo, senza necessità di convalescenza a casa. Il trattamento laser Fraxel ha ottenuto l’approvazione FDA per skin resurfacing, rughe periorbitali, melasma, coagulazione dei tessuti molli, lesioni pigmentate, macchie solari e senili, discromie. Fraxel è, dunque, un laser non ablativo (cioè una metodica con minime conseguenze post-trattamento), che agisce con risultati sempre prevedibili (limite dei precedenti laser non ablativi) su inestetismi quali rughe, macchie e cicatnci da acne, problemi in precedenza affrontabili solo in parte e con metodiche assai più invasive. I risultati sono ottimi anche su collo e mani. Dottor Eugenio Gandolfi, chirurgo plastico a Como Radiofrequenza+ vacuimi per combattere rughe e lassità cutanea L’impiego della radiofrequenza in medicina estetica è cresciuto in maniera esponenziale. A conferma dell’efficacia di questo metodo, esistono vari tipi di apparecchiature che lo utilizzano. L’ultima nata, Aluma, sfrutta in sinergia anche la capacità di aspirazione di un manipolo vacuum, per creare un riscaldamento localizzato all’interno del tessuto. Posizionando il manipolo in corrispondenza della ruga o dell’area del rilassamento, la plica della pelle che viene aspirata è direttamente allineata tra gli elettrodi che rilasciano l’energia della radiofrequenza, consentendo di ottenere una temperatura per strato di pelle/volume precisa e mirata. Sia l’effetto del calore, sia l’applicazione del vacuum sulla pelle, aumentano l’afflusso del sangue nelle aree interessate, aiutando l’attività dei fibroblasti e migliorando il processo di ringiovanimento. Il trattamento è dimassima tollerabilità e non richiede anestesia. Per ottenere buoni risultati bisogna prevedere almeno quattro/sei trattamenti a distanza di uno/due settimane. I miglioramenti continuano per altri tre/sei mesi dalla fine del trattamento. Dottor Fabio Rinaldi, dermatalogo a Milano II nuovo Thermage I manipoli del nuovo Tharmage dosano l’impulso che genera calore in due spot distinti, ravvicinati e leggermente sovrapposti, che alzano la curva del calore in due tempi. Ciò consente di abbassare drasticamente, fino a renderla del tutto tollerabile, la dolorabilità del trattamento, che richiedeva spesso il ricorso all’anestesia locale, grande limite della precedente metodica. Aumentano anche le indicazioni: oltre a viso, collo e décollété, buoni i risultati su interno braccia, interno cosce, addome. Nuova la possibilità di trattare, con l’uso di piccoli manipoli speciali, anche la sola zona del contorno occhi. Dottor Bruno Bovani, chirurgo plastico a Perugia La “pistola” per il meso-ringiovanimento Uno strumento elettronico, l’U225, che si impugna come una pistola, consente di rendere i trattamenti iniettivi più precisi, dolci, rapidi. Una volta accesa, la “pistola” effettua microiniezioni ritmiche e regolabili su tutta la superficie cutanea da trattare (viso, collo, décolleté, mani, corpo o capelli), consentendo una distribuzione “a tappeto”, regolare e omogenea, del farmaco prescelto. Lo strumento rilascia nella pelle i princìpi attivi nelle dosi ottimali e nelle migliori condizioni di iniezione. È utilissimo per iniettare sostanze lipolitiche e anti-edema per combattere la cellulite, ma anche princìpi attivi biostimolanti (acido ialuronico, vitamine, amminoacidi…) per il ringiovanimento di cute e tessuti. I trattamenti diventano meno fastidiosi anche nelle zone più sensibili e delicate, quali contorno occhi o zona perilabiale, con meno rischi di ematomi e tempi di applicazione più rapidi. Rende indolori e più veloci i trattamenti rivitalizzanti del cuoio capelluto. Dottor Giovanni Lacoppola, medico estetico a Carrara e Pisa I nuovi traguardi L’Anti-aging e la nutrigenomica Lo stress ossidativo è la causa primaria nell’evoluzione patogenetica dell’invecchiamento e la teoria dei radicali liberi associata al danno al DNA è oggi quella più studiata dalla Medicina Antiaging, o Medicina della longevità. Il meccanismo con cui i radicali liberi colpiscono le nostre cellule è chiamato ossidativo, perché alla base della loro degradazione c’è l’ossidazione delle proteine, dei carboidrati o del DNA, che sono, insieme all’acqua, i componenti fondamentali di cellule e tessuti. La natura ci ha provvisto di difese endogene, cosiddette antiossidanti, fatte di enzimi, quali la superossido dismutasi e composti non enzimatici, quali il glutatione, vitamine antiossidanti (vitamina C, vitamina A e vitamina E) e può aiutare l’alimentazione, con la classe dei polifenoli antiossidanti presenti nelle verdure, nella frutta, nell’olio di oliva e nel vino, soprattutto rosso. Nel nostro organismo c’è pertanto un equilibrio ossidante/antiossidante che viene alterato ogni volta che le difese sono insufficienti o quando vi è una sovrapproduzione di radicali liberi. Sono queste le condizioni che provocano lo stress ossidativo, punto di partenza comune di tanti processi patologici, quali il cancro, l’invecchiamento precoce, l’arteriosclerosi e le malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica). Ripristinare questo equilibrio è possibile attraverso un’appropriata dieta ricca di polifenoli antiossidanti: curcumino (curry), licopene (pomodori, melone, anguria, pompelmo rosa, papaya), resveratrolo (vino rosso), vitamina C e vitamina E (carote, kiwi, mandorle), acidi grassi polinsaturi e idrossitirosolo (olio di oliva), acidi grassi polinsaturi omega 3 (pesce). Recenti studi hanno dimostrato che polifenoli antiossidanti, quali il curcumino del curry e l’acido ferrulico (che si produce dal licopene nel pomodoro in fase di cottura), sono in grado di attivare geni della resistenza allo stress ossidativo, detti Vitageni, aprendo una nuova prospettiva all’approccio nutrizionale, quale potente presidio non solo di prevenzione, ma anche di cura di una serie di patologie (cancro e disordini neurodegenerativi), tutte associate a un’eccessiva produzione di radicali liberi. È stato, infatti, calcolato che, ogni giorno, i radicali liberi sono responsabili di circa 10 mila modificazioni ossidative a carico di basi del DNA in una singola cellula, ed è concepibile che una definita frazione di queste ultime possa sfuggire ai processi riparativi e innescare conseguenze importanti, soprattutto per il tessuto nervoso, essendo questo primariamente costituito da cellule fìsse, cioè incapaci di replicarsi. Dottor Giovanni Scapagnini, ricercatore presso l “Istituto di Scienze Neurologiche” del CNR di Catania e associated professor presso il Rockfeller Neurosciences Institute di Washington

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