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Mega peel: la nuova microdermoabrasione

Mega peel: la nuova microdermoabrasione

Unesfoliazione profonda ma delicata ottenuta attraverso la rimozione meccanica dello strato corneo superficiale. Impegnativa quanto una pulizia del viso ma efficace come un vero e propeio trattamento medico, questa nuova metodica può restituire alla pelle, tono, luminosità, un colorito uniforme e una grana compatta, stimolando al contempo la produzione di collagene ed elastina da parte dellorganismo.

saluteBenessere-2003-n2.pdf.jpgE una micordermoabrasione delicatissima, un trattamento che consente di rinnovare efficacemente lo strato superficiale dellepidermide segnata dai primi cenni di invecchiamento, restituendole luminosità e compattezza. Gli ultimi rislutati della nuova metodica, che utilizza un macchinario americano (mega peel), sono stati approfonditi dallequipe del Polispecialistico S. Giuseppe di Como al recente Congresso di Medicina Estetica della SIME di Roma.
Impegnativa quanto una pulizia del viso, ma efficace come un vero e proprio trattamento medico al pari di un peeling chimico o di un trattamento laser, la microdermoabrasione effettuata con Mega Peel si è rivelata particolarmente adatta alla risoluzione dei problemi legati al fotoinvecchiamento cutaneo di volto e décolleté. Per effetto dei raggi ultravioletti e dei raggi infrarossi – dice il Dott. Eugenio Gandolfi, responsabile del reparto chirurgia plastica e laser – chirurgia del Polispecialistico S. Giuseppe – la pelle tende ad ispessirsi: lo strato corneo più superficiale diventa col tempo più tenace, resistente a scrub ed esfolliazioni domiciliari, meno permeabile dai prodotti dermocosmetici di trattamento. Compaiono macchie, piccole rughe, la pelle perde a poco a poco tono ed elasticità, diventa opaca e spenta. Con la microdermoabrasione Mega Peel, unesfolliazione profonda ma delicata, ottenuta attraverso la rimozione meccanica dello strato corneo superficiale, è possibile restituire luminosità alla pelle, un colorito uniforme e una grana compatta stimolando al contempo la produzione di collagene ed elastina da parte dellorganismo stesso.
Mega Peel è un macchinario computerizzato collegato ad un manipolo dalla punta forata, dalla quale esce un flusso energico di cristalli di corindone, una polvere sottile ma abrasiva che stacca dalla pelle le cellule morte che soffocano lepidermide.
Secondo la necessità è possibile incrementarne o diminuirne la potenza e la profondità dazione. Il Mega Peel non causa mai sanguinamento perché la sua azione si limita allo strato superficiale: dopo la seduta la pelle del viso rimane solo uniformemente arrossata. Allazione meccanica data dallabrasione dei cristalli sulla pelle, da cui dipende leffetto immediato di levigatezza, ne corrisponde unaltra più profonda, non visibile subito, ma che consente un miglioramento graduale della struttura cutanea – continua Gandolfi – stimolata da questo trattamento, la pelle inizia infatti a produrre nuovo collagene ed elastina: le fibre supporto di tutta lepidermide, responsabile di elasticità e tono, che con letà la pelle produce in minor misura e più lentamente.
Una seduta di Mega Peel si conclude con lapplicazione di una maschera rigenerante, di creme cosmetiche idratanti e restitutive. La durata di un trattamento va dai 20 ai 4° minuti. Può essere ripetuta a cadenza settimanale fino al raggiungimento degli effetti desiderati.
Per mantenere i risultati ottenuti è poi sufficiente una seduta ogni 30 giorni. Un miglioramento ancora più evidente, in caso di piccole rughe o di una più marcata lassirà cutanea, si ottiene abbinando a Mega Peel altri trattamenti mirati da scegliere caso per caso. Con un laser non ablativo, per esempio, vale a dire un laser che limita la sua azione agli strati superficiali dellepidermide.
Gli esami istologici delle zone trattate hanno dimostrato che dopo una serie di trattamenti con laser non ablativi la cute è di fatto più simile a quella dellindividuo giovane. Il calore sviluppato dal raggio del laser, non frenato dalla barriera cornea rimossa dalla precedente microdermoabrasione, penetra a fondo e, riscaldando i tessuti, stimola a sua volta le cellule epiteliali favorendo la già avviata produzione di fibre elastiche: lazione del laser si va così a sommare a quella già innescata dal trattamento precedente amplificandone i risultati, conclude Gandolfi.
Labbinamento microdermoabrasione – laser non ablativo produce quindi effetti migliori rispetto ad uno dei due usati singolarmente con trattamenti meno numerosi ma più efficaci.
Come avviene per peeling chimici, trattamenti laser, o iniezioni di filler riassorbibili la microdermoabrasione non è un trattamento definitivo ma deve essere ripetuto periodicamente.
La durata degli effetti positivi dipende da molti fattori, tutti soggettivi: letà, lo strato del derma, le abitudini e lo stile di vita che si conduce, la mimica facciale.
In pratica: la nostra capacità di invecchiamento.

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