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In Coda Dal Chirurgo Per Non Invecchiare

In Coda Dal Chirurgo Per Non Invecchiare

Tanti comaschi temono però ancora il bisturi. Sempre di più le persone che si affidano all’estetista.

CorrierediComo-2006-01-23.jpgInvecchiare ma non darlo a vedere. Ritrovare il gusto di guardarsi allo specchio ed essere soddisfatti dell’immagine riflessa. Non essere più costretti a ricorrere alla vecchia consolazione del “belli dentro”. In una parola, piacersi. Un obiettivo che spinge oggi migliaia di comaschi a considerare irrinunciabile l’appuntamento con l’estetista, mentre è in costante crescita il numero di persone che sceglie di sottoporsi a interventi più radicali e non esita a chiedere aiuto al chirurgo estetico. Un fenomeno difficile da fotografare in termini numerici, ma sicuramente cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo periodo. E destinato a espandersi ancora, come dimostra l’approdo sul Lario, per la prima volta, di un’associazione che si occupa nello specifico della “medicina anti-aging”, una nuova disciplina che propone di combattere i segni del tempo partendo da una particolare alimentazione per arrivare a vere e proprie terapie a base di integratori. Ma facciamo un passo indietro e torniamo al primo gradino del culto dell’immagine, i centri estetici. «Effettivamente è un settore in costante crescita, con un aumento di clienti tra le donne ma soprattutto con un boom di accessi per quanto riguarda il sesso forte- conferma Maruska Nava, presidente di Confartigianato estetica – Bisogna precisare innanzitutto che il lavoro dell’estetica è una cosa completamente diversa da quello del chirurgo estetico e, naturalmente, viceversa. L’estetica agisce sull’epidermide, e quindi a livello dello strato più superficiale della pelle». Un trattamento poco impegnativo che può essere ripetuto periodicamente per migliorare il proprio aspetto. «Per quanto riguarda le donne, il trattamento che va per la maggiore è sicuramente quello anti-età e quindi per ridurre le rughe – dice l’esperta lariana – Un intervento che oggi inizia già in età giovanile, con una sorta di educazione a un corretto trattamento della pelle in modo da ritardare o limitare la comparsa dei segni del tempo. Molto richiesti poi anche i procedimeni contro la cellulite e le smagliature, l’incubo maggiore per il gentil sesso». Non sono da meno gli uomini. «Si avvicinano al centro estetico per la pulizia del viso e poi non esitano a richiedere una gamma maggiore di trattamenti, in particolare manicure e pedicure – conclude Maruska Nava – Soprattutto quelli che fanno sport, invece, si rivolgono a noi per la depilazione». Ma per migliorare il proprio aspetto in maniera più radicale e duratura, sono centinaia le persone che non esitano a ricorrere al bisturi del chirurgo estetico, come conferma Eugenio Gandolfi, specialista in Chirurgia plastica, responsabile del Centro Polispecialistico San Giuseppe, attivo a Como da oltre 12 anni e diventato ormai un punto di riferimento del settore a livello nazionale. «Negli ultimi 5 anni la richiesta è aumentata in maniera notevole – dice l’esperto – anche se è difficile quantificare il numero di pazienti perché la gamma dei trattamenti è vastissima. Sicuramente l’idea del ricorso alla chirurgia si sta radicando nella nostra cultura». E se un seno perfetto resta il sogno della maggior parte delle donne, tra gli uomini sono in forte aumento quelli che chiedono aiuto al chirurgo per la calvizie. Tra i trattamenti che vanno per la maggiore anche quelli per eliminare i cosiddetti cuscinetti di grasso e gli interventi per modificare l’aspetto del naso. «Per quanto riguarda le pazienti prevalgono le richieste di liposcultura e le mastoplastiche additive, ovvero le operazioni per aumentare il volume del seno – conferma l’esperto lariano – Gli uomini invece si rivolgono a noi soprattutto per la chirurgia dei capelli e per la rinoplastica». I comaschi ricorrono però meno degli altri lombardi, al momento, al chirurgo estetico. «Mentre ho richieste sempre crescenti da tutta la Lombardia e anche da altre regioni d’Italia – conclude Eugenio Gandolfi- devo ammettere che i comaschi sono ancora una minoranza, perché evidentemente la chirurgia estetica per alcuni è ancora un tabù».

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