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Ecco come si può ringiovanire senza ricorrere al bisturi

Ecco come si può ringiovanire senza ricorrere al bisturi

Le nuove tecniche non traumatiche che non richiedono anestesia e non lasciano cicatrici.
Nuovi fili che permettono di effettuare un soft lifting «firmati» dal professor Nicanor Isse, guru dell’endoscopia

lombardiasalute2007-09.jpgC’è una novità per ridisegnare l’ovale senza ricorrere al bisturi: sono nuove suture endoscopiche, cioè «fili» capaci di ancorare i tessuti che devono essere riposizionati per correggere i cedimenti del viso. Le nuove en- dosuture si chiamano «Silhoutte lift” e sono state ideate dal chirurgo americano Nicanor Isse dell’ UCLA (University of California, Los An- geles), cui si deve non solo l’invenzione della tecnica endoscopica in chirurgia plastica, ma anche la messa a punto delle prime endosuture studiate per questo scopo. I «Silhoutte lift» sono dunque particolari «fili» che, inseriti nel sottocute con l’utilizzo di un ago-guida, riescono a sollevare cute e muscoli del viso che hanno perso tono e a ridefinire l’ovale: sono in grado cioè di ridurre in modo naturale e immediato i segni del tempo proprio come un lifting. Una tecnica di ringiovanimento assolutamente non traumatica, visto che non richiede anestesia, non lascia cicatrici e rende «presentabili» dopo una settimana. La novità e la caratteristica più evidente delle nuove endosuture è che le punte dì ancoraggio necessarie per ottenere un buon effetto «lifting» non sono piccoli ganci o dentini (come nelle precedenti versioni di fili chirurgici), ma minuscoli e morbidissimi coni, realizzati in materiale riassorbibile, che ne consentono un valido ancoraggio ai tessuti profondi e ne favoriscono ia naturale trazione verso l’alto. La forza di trazione esercitata dai muscoli e dalla cute viene cosi scaricata su più punti eliminando uno degli svantaggi più evidenti ed innaturali del lifting tradizionale. I coni di ancoraggio dei «Silhoutte lift» sono posti a distanza pre-determinata, con l’aiuto di piccoli nodi, su un filo di polipropilene, materiale chirurgico inerte e biologicamente stabile. Tali nodi hanno una duplice funzione; la prima è quella di mantenere una distanza uniforme sulla struttura portante, la seconda è quella di formare, una volta che i coni saranno stati riassorbiti, un secondo sistema di ancoraggio nel tessuto fibroso. Tali coni costituiscono un solido ancoraggio a 360 gradi sul filo portante e restano nella posizione iniziale senza migrare sino al completo riassorbimento.
Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il punto di rottura dei «Silhoutte lift» è otto volte superiore rispetto ai vecchi fili cosiddetti «barbed» cioè «spinati», quelli cioè in cui l’ancoraggio è affidato a una semplice dentellatura. Le endosuture «Silhoutte lift» hanno ottenuto l’approvazione CE e FDA.
Per ulteriori informazioni: 800.101172

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