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Articolo MAG di Ottobre 2012 – RINOPLASTICA: NUOVE FRONTIERE PER L’INTERVENTO PIÙ ANTICO

RINOPLASTICA: NUOVE FRONTIERE PER L’INTERVENTO PIÙ ANTICO

Esperienza e tecniche d’avanguardia, perché il naso non deve essere soltanto bello

La rinoplastica è il primo intervento di chirurgia estetica di cui si abbia una trattazione completa. Eravamo agli inizi del ventesimo secolo, quando in Germania il dottor Jacques Joseph divulgava la rinoplastica operando migliaia di pazienti.
Non c’è da stupirsi che l’idea di correggere l’estetica del naso sia stata la prima a essere studiata approfonditamente. Il fatto è che un naso bello non si nota, ma un naso problematico dal punto di vista estetico si nota subito. E non potrebbe essere diversamente, trovandosi al centro del volto, circondato da elementi straordinariamente attraenti come gli occhi e la bocca. È, quindi, per così dire, necessariamente sempre sotto i riflettori.
Anche oggi, in effetti, la rinoplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti al mondo. Si esegue in day-hospital, richiede pochi giorni di convalescenza con un leggero tutore plastico che “conferma” la nuova forma, non lascia cicatrici visibili e, oltre ad avere una percentuale di successi vicinissima al 100%, può essere associato a un intervento che migliora la funzionalità respiratoria. Perché il naso non dev’essere solo bello, ma anche perfettamente funzionante e allora l’intervento estetico può essere una “aggiunta” alla correzione del setto nasale deviato o alla riduzione dei turbinati, le mucose interne che servono all’umidificazione, al riscaldamento e alla depurazione dell’aria e possono ingrossarsi rendendo problematica la respirazione.
Partendo dalla mia esperienza clinica, posso dire che ci sono tre momenti della vita in cui si pensa a un intervento di rinoplastica. Il primo è tra i venti e i venticinque anni. In quel caso sono spesso i genitori a spingere per un intervento correttivo, pensando, giustamente, di contribuire a sgombrare la strada dei figli da un problema che, con il tempo, potrebbe diventare gravoso. Il secondo momento arriva intorno ai trentacinque anni, quando la persona entra nel mondo del lavoro, diventa autonoma e decide di investire nella propria immagine per rafforzare la propria autostima. E posso dire che, a volte, un naso esteticamente migliore vale una psicoterapia, e dà un’iniezione di fiducia che può dare una svolta alla propria vita. Il terzo momento esistenziale in cui si pensa a un intervento di rinoplastica è proprio negli “anni d’argento”. In questa nuova fase della vita si coglie una voglia di rinnovamento che si unisce a una maggiore libertà individuale e al desiderio di rimettersi ancora
una volta in gioco.
In questa fase, a spiegare la voglia di “rifarsi il naso”, può anche entrare la sensazione che si sia “ingrossato”. Questo è vero in alcuni casi, ma spesso è un’impressione dovuta a un dimagrimento del volto, e in particolare degli zigomi che, riducendosi, danno al naso una maggiore visibilità. In questo caso io intervengo associando alla rinoplastica un piccolo trapianto di grasso sugli zigomi proprio per ridare loro volume e quindi, riequilibrare il volto nel suo complesso. L’intervento al naso, come quasi tutti gli interventi di chirurgia estetica, può esser preceduto da una “simulazione” al computer, che permette al paziente di vedere in maniera piuttosto realistica il suo nuovo viso grazie a sofisticati software di precisione. Un modo per “pregustare” il proprio nuovo look e non avere sorprese.
Ma l’ultima frontiera dell’estetica del naso si trova nella rinoplastica medica, ossia nella possibilità di rimodellare il naso senza ricorrere alla chirurgia. Com’è possibile?
Si parte da una simulazione tridimensionale del risultato finale mediante botulino o filler (acido ialuronico). Colmando alcuni punti (per esempio le curve prima o dopo la “gobbetta”), in molti casi si riesce a rimodellare il naso senza dover operare. Questa rinoplastica medica che nasce come simulazione provvisoria del risultato finale può essere tanto soddisfacente da indurre più di un paziente a fermarsi a questo stadio. I risultati durano dai quattro ai dodici mesi e possono essere facilmente replicati con applicazioni successive.
A presto!

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